L’indagine archeologica attualmente in corso non ha ancora affrontato specificamente lo scavo di contesti di epoca medievale, ma il quadro insediativo del territorio di Vignale tra i secoli VIII e XIV è rischiarato dall’apporto delle fonti letterarie.

In particolare le carte degli archivi di Lucca testimoniano come le vicende di questo territorio siano legate a due istituzioni fondamentali: la pieve di S. Vito „in Cornino“ e la torre – e poi il castello – „nel luogo che è detto Vignale“.

La pieve di S. Vito in Cornino compare in un buon numero di documenti altomedievali ed era certamente collocata nella parte bassa della Val di Cornia. Nessuna fonte consente però di specificare meglio in quale parte di un territorio relativamente vasto si trovasse realmente questo edificio, che dobbiamo immaginare come una chiesa circondata da alcune strutture di servizio ad essa collegate.

Una delle ipotesi di lavoro della ricerca attuale è che la pieve di S. Vito possa essere ricercata proprio nel territorio di Vignale. Tale ipotesi si basa essenzialmente sul fatto che nella documentazione d’archivio la pieve si trova spesso associata come sede temporanea dei rappresentanti della Chiesa lucchese allo stesso modo della turris-castrum di Vignale. Allo stato attuale delle ricerche nessuna traccia archeologica concreta sembra tuttavia potersi riferire alla presenza di un edificio religioso altomedievale nel territorio di Vignale.