Una villa o una mansio (o entrambe)

I resti archeologici relativi all’insediamento di epoca romana sono invece assai più consistenti, ma questo non risolve il problema della loro intepretazione. Quelli fin qui ritrovati potrebbero infatti essere relativi tanto a una mansio – cioè a una stazione di sosta lungo la Via Aemilia Scauri – quanto a una villa, ovvero a un insediamento residenziale e produttivo, collegato con la produzioni agricole locali e con la fabbricazione di tegole e anfore da trasporto.

Gli argomenti a favore dell’una o dell’altra ipotesi sono numerosi, ma è possibile che quella migliore sia una ipotesi „intermedia“: l’insediamento romano sarebbe cioè costituito da una villa, una parte della quale avrebbe assunto nel corso del tempo le funzioni di struttura di servizio sfruttando la vicinanza al tracciato della grande arteria stradale.

L’ipotesi villa

L’idea che sotto i campi arati del Vignale si conservino i resti di una grande villa di età tardorepubblicana ed imperiale è quella che ha avuto il maggior seguito fino ad epoca molto recente.

I reperti raccolti durante le ripetute ricognizioni di superficie sembravano infatti correlarsi molto bene con quello che è normale trovare sul sito di una villa: associazione di materiali di qualità elevata (ceramica fine, metallo più o meno pregiato, intonaci dipinti ecc.) con materiali che fanno riferimento ad attività produttive e/o all’immagazzinamento di prodotti agricoli (anfore, laterizi, ceramica di uso comune e da dispensa).

A seguito degli scavi fin qui condotti, l’ipotesi della presenza di una villa residenziale e produttiva esce per molti versi rafforzata: è stato infatti individuato un complesso di edifici molto esteso e con caratteri costruttivi di relativa qualità, associato con un impianto per la produzione su grande scala di anfore e di laterizi.

L’ipotesi mansio

L’ipotesi che nelle strutture del Vignale – e in particolare quelle riportate alla luce negli scavi del 1830 e non ancora rinvenute nel corso dell’indagine attuale – possa riconoscersi una mansio è più recente rispetto a quella della villa, ma non meno sostenibile.

Il grande edificio termale che si vede nella pianta redatta nel 1830 si presterebbe particolarmente bene a essere interpretato come parte di una struttura di servizio destinata alla sosta dei viaggiatori che si muovevano lungo il percorso della via Aemilia Scauri.

A favore di questa ipotesi giocherebbe in primo luogo la stretta vicinanza tra le strutture del Vignale e l’ipotetico tracciato della strada in questo tratto, che è tradizionalmente pensato come coincidente con quello della strada moderna.

Le ricerche attualmente in corso non hanno però offerto riscontri particolarmente significativi circa la posizione della strada e il problema della presenza di una stazione di sosta in questo punto rimane pertanto ancora aperto.

In ogni caso, anche vista l’estensione del complesso, nulla vieta che le due funzioni – quella di grande azienda agricola e quella di stazione di sosta – potessero convivere all’interno di uno stesso complesso, magari articolato in più edifici distinti tra loro.

One thought on “Una villa o una mansio

  1. I resti della terme romana ritrovati nel 1931 sembra che con la via Aurelia (Regia Grossetana) abbiano un angolo di circa 33°.
    Lo stesso angolo risulta formato dalla via Aurelia con lo stradello che partendo dal Poggio alle Forche attraversa l’aurelia e punta al parcheggio del centro Coop chiamato nel catasto Leopoldino via Emilia. Quindi la Terme romana era in squadra con la via Emilia Leopoldina.
    L’attuale scavo della mansio-villa romana ha anch’esso un angolo con la via Aurelia e sembra in squadra con la via Emilia Leopoldina. Potete controllare?
    grazie e buon lavoro
    Rutilius

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