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Il castello e la pieve di Vignale

Il paesaggio di Vignale conserva le tracce di un’articolata storia medievale che, tra l’VIII e il XIV secolo, ha visto il territorio riorganizzarsi attorno a due istituzioni di potere. Come testimoniano le carte degli archivi di Lucca, le vicende di quest’area sono legate a due riferimenti fondamentali: «la pieve di S. Vito “in Cornino” e la torre – e poi il castello – “nel luogo che è detto Vignale”». Se per lungo tempo queste realtà sono state note quasi esclusivamente attraverso i testi, le ricerche archeologiche estese al Poggio del Castello e alle aree circostanti hanno permesso di dare una consistenza materiale a questo quadro storico

La pieve di S. Vito in Cornino

La pieve di S. Vito in Cornino compare in un buon numero di documenti altomedievali ed era certamente collocata nella parte bassa della Val di Cornia. Nessuna fonte consente però di specificare meglio in quale parte di un territorio relativamente vasto si trovasse realmente questo edificio, che dobbiamo immaginare come una chiesa circondata da alcune strutture di servizio ad essa collegate.

Una delle ipotesi di lavoro della ricerca attuale è che la pieve di S. Vito possa essere ricercata proprio nel territorio di Vignale. Tale ipotesi si basa essenzialmente sul fatto che nella documentazione d’archivio la pieve si trova spesso associata come sede temporanea dei rappresentanti della Chiesa lucchese allo stesso modo della turris-castrum di Vignale. Allo stato attuale delle ricerche nessuna traccia archeologica concreta sembra tuttavia potersi riferire alla presenza di un edificio religioso altomedievale nel territorio di Vignale.

La pieve di S. Giovanni

Mentre l’ubicazione della pieve altomedievale di S. Vito “in Cornino” rimane ancora un tema aperto alla ricerca, le indagini sul campo hanno identificato con certezza i resti della Pieve di San Giovanni a Vignale. Questo edificio, menzionato esplicitamente nelle fonti scritte del 1292, sorgeva all’esterno delle mura del castello lungo il pendio della collina. Si trattava di una struttura monumentale caratterizzata da murature con filari alternati di pietra, arricchita da dettagli architettonici di pregio come cornici in aggetto e zoccoli in conci sagomati che ne sottolineano l’importanza.

La pieve non era un edificio isolato, ma rappresentava un punto di riferimento per il territorio circostante e la comunità che viveva dentro e fuori il castello. La vasta concentrazione di reperti ceramici rinvenuta nell’area conferma infatti un’intensa frequentazione quotidiana e una vita comunitaria molto attiva tra il XIII e il XIV secolo.

Il castello di Vignale 

La serie dei documenti scritti di epoca altomedievale e medievale testimonia l’esistenza a partire dalla fine del X secolo di una turris „che è detta S. Vito“, che potrebbe rappresentare il primo nucleo di un insediamento fortificato nel nostro territorio.

La presenza di un castello a Vignale è tuttavia attestata per la prima volta con sicurezza solo nel 1077 e poi ancora in un documento del 1055, in cui si parla di un „castro et burgo et curte de Vignale“. L’ubicazione di questo insediamento fortificato rimane però ancora del tutto ignota. I resti di un impianto fortificato che sono ancora oggi visibili tra la fitta vegetazione della collina detta appunto „Poggio del Castello“ sono con ogni probabilità quelli di un secondo insediamento, che sarebbe stato trasferito in questa posizione meglio difendibile solo verso la fine del XIII secolo.

Quest’ultimo castello di Vignale avrebbe comunque avuto vita piuttosto breve, dato che già agli inizi del XV secolo l’intero sistema delle fortificazioni signorili delle colline dell’entroterra piombinese appare in fase di progressivo smantellamento.

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