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Una, due, tre… quante sono?

A Vignale le cose semplici non sono di casa e a complicare il quadro ricostruttivo ci pensano le innumerevoli fasi di vita di quella che chiamiamo villa!

La villa litoranea

In epoca tardo-repubblicana le strutture individuate a Vignale dovettero assumere la forma della cosiddetta villa litoranea o produttiva. L’edificio, dedicato alla gestione delle produzioni agricole che dovevano svolgersi nelle immediate vicinanze era collegato ad una strada glareata realizzata con ghiaia e ciottoli) e doveva essere probabilmente adibito già in questa fase all’ospitalità dei viaggiatori che transitavano sulla Via Aemilia Scauri.

La villa marittima

Attorno alla metà del I secolo a.C. viene costruita una grande struttura che sembra coprire e riutilizzare in maniera parziale i muri preesistenti. Questo edificio si distingue per la presenza di muri più resistenti realizzati in opera reticolata (con calce e pietre regolari), in cui vengono inseriti manici di anfore tipo Dressel 1. L’impiego di questo materiale suggerisce il collegamento di questo complesso con le fornaci che probabilmente proprio in questo periodo vengono impiantate a Sud. La struttura sembra occupare un’area maggiore rispetto alla villa precedente, con un ingresso sul lato della laguna a Ovest e un grande giardino sul lato opposto. L’impiego dell’opera reticolata, di marmi e mosaici suggerisce che questa proprietà sia da ricondurre a una famiglia certamente di rango, forse con interessi economici nella zona o nell’arcipelago Toscano.

La villa tardoantica

Tra la fine del III e il primo trentennio del IV secolo d.C. la grande villa sorta nel I secolo viene riallestita come una dimora di grandissimo pregio. Infatti, viene realizzata una grande sala decorata da un meraviglioso mosaico policromo figurato. La realizzazione del tassellato è datata grazie al ritrovamento negli strati di preparazione di una moneta di Costantino I, datata tra il 324 e il 330. Inoltre, in questo periodo si data la ristrutturazione di altri ambienti della villa e l’edificazione di un complesso termale sul lato settentrionale della sala del mosaico.

La seconda fase della villa tardoantica 

Nel corso del V secolo si osservano i primi segni dell’abbandono di alcuni spazi della mansio mentre l’area della villa mostra indicatori del mantenimento di un certo benessere. Infatti, tra i reperti si trovano stoviglie, lucerne africane e monete che coprono l’arco cronologico dell’intero secolo. Inoltre, in questo periodo si può datare un importante rifacimento del mosaico effettuato probabilmente da un nuovo proprietario della villa.

Le ultime fasi di vita

Una frequentazione del sito in epoca bizantino-longobarda è provata dal rinvenimento sporadico di alcuni reperti. Successivamente, il sito viene abbandonato e cade in rovina. In un momento ancora posteriore, sui livelli di abbandono viene impiantata una vasta necropoli nella parte Nord dello scavo e alcune tombe vengono scavate nell’area del portico; le sepolture sono datate al IX secolo grazie ad analisi al Carbonio 14. Questi deboli indizi potrebbero suggerire un collegamento tra il sito di Vignale e la pieve di S. Vito in Cornino, nota da fonti archivistiche a partire dal 770, mentre è del 906 la prima traccia della curtis di Vignale.

About Post Author

Alessandro Carabia

Alessandro Carabia ha 24 anni e si è laureato in Scienze dei Beni Archeologici presso l'università di Siena, attualmente è iscritto alla specialistica di Archeologia. Lavora a Vignale dal 2009 e si occupa di gestire l'archivio fotografico digitale e il sistema di documentazione wiki.
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