Nel caso in cui vi troviate ad avere a che fare con una giornata molto ventosa su uno scavo archeologico, le istruzioni da seguire sono molto semplici. Però prima sarà meglio spiegare un po’ di cose.

Io lavoro nel sondaggio 18, una trincea di circa 10 metri per 1 metro e mezzo, scavata come sondaggio conoscitivo, per verificare le varie teorie sulle strutture tardo antiche presenti in un sondaggio precedentemente scavato, il sondaggio 14. Niente di problematico a lavorare nel nuovo sondaggio, la procedura è sempre più o meno la stessa: spicconi la terra in eccesso, pulisci per bene per evidenziare le strutture che emergono, come ad esempio un angolino di cocciopesto molto interessante (che purtroppo è stato in seguito spicconato via per metà). Tutto nella norma se non per un vento fortissimo, paragonabile ad una tromba d’aria, che quindi rendeva molto difficoltoso non solo l’atto della rimozione dello smosso in eccesso, ma in alcuni momenti anche semplicemente camminare. Quindi ritornando a noi, le istruzioni sono ‘lavorare al meglio delle nostre possibilità’, ovvero non prendersela troppo se la terra spalata ritorna precisamente nello stesso posto da dove l’avete tirata via!

Ma purtroppo la mia giornata di scavo finisce dopo la pausa delle 10.30 e inizia così la mia prima esperienza conoscitiva con la magnetometria. Per prima cosa bisogna preparare le griglie: si fissano dei picchetti nel terreno distanti tra loro 20 metri per orizzontale e 40 in verticale. Piantati i picchetti, 9 per la precisione, si vengono a formare 4 griglie, in due delle quali ogni metro abbiamo tirato una fettuccia metrica da un lato all’altro, in modo tale da permettere a Gabriella [Carpentiero, nostra collega del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti a Siena, ndr], di camminare dritta davanti a sé con il magnetometro che le dava così le risposte delle onde elettromagnetiche dal sottosuolo. La magnetometria in definitiva evidenzia delle anomalie nel terreno analizzato, che possono apparire come macchie molto scure, o al contrario chiarissime.

Sopravvivere ad una magnetometria non è una cosa eccessivamente difficile, bisogna solo (come nel mio caso) fare i conti con un vento fortissimo, che fa sfrecciare le fettucce metriche come il disco di Xena, rischiano di decapitare qualcuno, ma a parte ciò, bisogna assolutamente, munirsi di un paio di guanti, perché è quasi inevitabile trovarsi qualche spina nel palmo della mano, e giuro che è molto peggio di una testa in meno!

Detto ciò, credo che a questo punto le basi ci siano tutte, per affrontare un vento forte e una magnetometria, in un vostro qualunque giorno di scavo!

 

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