mosaico

E’ cominciato tutto così.
Con un banale colpo di trowel in un pomeriggio di metà settembre.
Da allora siamo stati tutti paracadutati in un altro mondo, fatto di emozioni difficili da controllare (anche agli archeologi induriti da decenni di cantiere viene la pelle d’oca), di consapevolezza della delicatezza dell’intera operazione, di impegno estenuante per far fronte a una situazione del tutto inattesa.
A sbrogliare la matassa dei pensieri delle settimane di scavo ci metteremo molto tempo.
Nel frattempo, però, ci preme ringraziare tutti coloro – e sono davvero tanti – che in questi anni ci hanno dato in molti modi la spinta per portare avanti questo progetto che ci piace tanto. E che ci piacerebbe ugualmente anche se non fossimo stati noi a concepirlo e a portarlo avanti.
Non faremo nomi, perché a ciascuno abbiamo detto grazie come si doveva, in privato.
Quel che ci preme dire è che il mosaico è grande e bello, sicuramente importante da molti punti di vista, ma che il suo vero valore archeologico sta nella sua storia. Nella sua storia “interna”, fatta di molte fasi diverse, scaglionate in un arco di tempo molto lungo, che richiederà quindi molto studio per essere compresa.
E nella sua storia “esterna”, ovvero nella relazione che questo mosaico riscoperto in maniera così incredibile, ha con il resto del sito di Vignale.
Quel sito che abbiamo scavato, interrogato, interpretato, raccontato da dieci anni a questa parte e che ora ci aiuterà a capire le tante storie nascoste tra le tessere di quel tappeto musivo.
E un valore culturale ancora più grande starà nella sua storia futura. Ovvero nella capacità che avremo di tradurre la storia passata di quel campo straordinario in un elemento di identità culturale del territorio che lo circonda.
Il bello – e anche il difficile … – comincia solo ora.

Gli archeologi di Uomini e Cose a Vignale.

Rispondi