Ennesimo giorno di scavo nell’ambiente 14. Il sole sta velocemente alzandosi e la giornata inizia a farsi calda già dalle prime ore del mattino. Dopo una buona dose di crema solare (l’abbronzatura “da muratore” è piacevole tanto quanto le scottature), trowel in tasca e via!

Siamo giunti all’ultimo giorno della terza settimana ed è arrivato il momento di tirare le fila del discorso: dopo molti giorni di microstratigrafia, abbiamo finalmente preso in mano picconi e piccozze ed abbiamo rimosso il crollo di tegole che ricopriva lo strato di terra a N-W dell’ambiente. Ormai quello che ci aspettavamo, da buoni veterani, era un nuovo strato di nero che avrebbe dovuto coprire uno rosso, sicuramente sopra ad uno di nero e così via. Ma… sorpresa! Quello che ci attendeva era in realtà un sottilissimo strato di terra gialla che arriva direttamente sul pavimento: la faccia soddisfatta e compiaciuta di Nina è stata un chiaro segnale di vittoria: ce l’abbiamo fatta!

Ma il pericolo è sempre in agguato: che cosa ci fa al centro dell’area, procedendo verso sud, quell’ enorme chiazza di terra rossa, abbracciata da uno strato nero, che a sua volta confina con un dubbioso piano giallo? Purtroppo però, sono ormai giunte le 15:00 del pomeriggio, il sole è alto ed è l’ora di chiudere baracca per far ritorno a casa dopo la settimana di lavoro. Le nostre dita ancora si sfregano il mento e l’interrogativo rimane aperto: ma niente paura, i “corsari” (termine coniato da Nadia) dell’ambiente 14 non si lasceranno sconfiggere. Il mistero sarà risolto!

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