Come ogni anno a Vignale, al termine dell’ultima settimana di scavo, si rimane anche il sabato, stavolta non per la solita visita allo scavo (che purtroppo abbiamo dovuto chiudere un giorno prima per “minaccia di pioggia” poi non verificata), bensì per una iniziativa per certi versi ancora più “simpatica” e coinvolgente.
Infatti il nostro scavo fa sempre notizia, e i bambini e le maestre di Riotorto hanno deciso di allestire uno stand per la vendita di alcuni libri (gentilmente donati per l’occasione) con l’intento di sovvenzionare la nostra causa.

La vendita è stata completamente organizzata e diretta dai bambini! E’ stato entusiasmante vedere questi “piccoli commercianti” divertirsi ad attirare quanta più gente possibile al banco e con quanta convinzione riuscivano ad accattivare le persone, che alla fine si decidevano a comprare qualcosa.
Poi subito in macchina diretti alla Pinetina, dove tutti gli archeologi dello scavo erano stati invitati per partecipare ad un pranzo, il cui ricavato quest’anno sarà dato proprio per aiutare la nostra ricerca e il nostro studio sul campo.
Anche in questo caso i bambini l’hanno fatta da padroni, “scorrazzando” tra le lunghe tavolate portando i piatti, tra le risate e la curiosità degli adulti. Tutti ci hanno tempestato di domande su quello che facciamo e sul nostro lavoro, domande a cui cerchiamo sempre di rispondere nella maniera più chiara e dettagliata possibile, perché prima di tutto ci piace rendere partecipi gli altri della nostra opera, ma soprattutto perché l’intento principale è sempre quello di inserire il nostro scavo all’interno del territorio cui appartiene. E come si potrebbe fare meglio se non ricostruendo con le nostre parole sotto i loro occhi l’abitato antico, la mansio, la villa, la strada?
Su tutto questo capeggiava ovviamente il nano, che è stato issato accanto al nostro striscione (che per l’occasione ha subìto una variante: “uomini, BIMBI e cose a Vignale”), mi permetto di dire perfettamente in sicurezza, e da lì vegliava su di noi. Alla fine è stato salutato da tutti i bambini che facevano a gara per toccarlo e farsi la foto con lui, quasi come una star!
Alla fine di questa bella giornata, mi sono ritrovata di nuovo in macchina, ironia della sorte di nuovo sull’Aurelia, a guardare per l’ultima volta (per quest’anno!) quel paesaggio che ho imparato a conoscere così bene e che ormai riconosco come una seconda casa. A pensare con rammarico che il tempo è passato troppo in fretta, che avrei voluto fare di più, a riflettere sui mille nuovi quesiti e  sui vecchi problemi, ma in fin dei conti soddisfatta della curiosità e dell’entusiasmo che circonda questo scavo, e certa che…ancora non è finita!

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