La giornata è iniziata nel verso giusto nell’ambiente 14. Bisturi, pennello e scopetta e il gioco è fatto. Lindo e pulito, l’ambiente coperto per secoli da strati di terra adesso finalmente torna a respirare, il pavimento risplende nuovamente come un tempo. Pensavamo che le operazioni di pulizia fossero finite, e invece… lo scavo deve essere ripulito entro le tre di oggi pomeriggio. Posticipiamo la pausa e via tutti insieme, scopetta e paletta in mano a pulire lo smosso. L’aquilonista sta per arrivare e dobbiamo far trovare tutto pulito prima della foto aerea.

Pausa. Un pasto veloce e poi tutti in macchina per raggiungere il set, c’è da girare il docudrama nel frattempo. Indossiamo i costumi, ripassiamo la parte e … Ciak si gira! Finiamo di girare e siamo di nuovo giù al cantiere impegnati in altre faccende. Il tempo passa veloce e finalmente tra una doccia e un cambio di vesti eccoci qui, al momento più gustoso della nostra esperienza qui a Vignale: la cena di fine scavo. Antipasto, primo, secondo e dolce, quattro chiacchiere, risate e un bicchiere di troppo. Un anno dopo tutti insieme, veterani e nuove leve, studenti e non, tutti seduti allo stesso tavolo dopo una dura giornata di lavoro. E’ tardi ormai, è ora di andare a dormire, domani si ricomincia. Solita routine, nuove motivazioni, sempre la stessa passione. Una passione che da anni accomuna e unisce un numero sempre maggiore di persone per un unico scopo, quello di trovare le parole giuste per raccontare una storia.

Si sa, le storie hanno sempre affascinato l’uomo e la storia che vogliamo raccontare si trova in mezzo alle pietre, gli strati e la terra che ogni giorno leviamo dal terreno. Noi, poveri cantastorie moderni abbiamo un compito, quello di far si che le storie degli uomini che ci hanno preceduto non cadano nelle tenebre della storia. E’ difficile descrivere quello che una persona possa provare stando qui, in mezzo alla gente, agli amici e alle persone del posto… solo tre parole: uomini, cose… Vignale.

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