Era ora! Finalmente uno scavo più vicino al mio ambito di interesse! Quella di Vignale non è la prima campagna archeologica a cui partecipo, altre l’hanno preceduta, ma tutte di epoca medievale. Chiese, castelli… Certo mi piacciono ma io preferisco Roma e le meraviglie costruite in epoca classica/tardoantica.

Ed è proprio in una di queste “mirabilia” che mi sono imbattuta: il mosaico di IV secolo d.C. tanto acclamato (si tratta infatti del più grande trovato finora in Toscana per l’epoca, ma ancora in corso di studio, soprattutto dal punto di vista iconografico). A inizio scavo chi si sarebbe immaginato che una straniera come me (ebbene si, sto per iniziare il primo anno di archeologia a Bologna ma, badate bene, originaria di Modena, due città che, per chi non lo sapesse, da secoli sono acerrime nemiche..) potesse avvicinarglisi, figuriamoci di lavorarci sopra!

Da due settimane infatti, io e mie colleghe, ci stiamo occupando della sua pulizia per il successivo consolidamento. Il lavoro non è stancante fisicamente (vogliamo parlare di quando si spiccona e spala tutto il giorno?) ma richiede molta pazienza, delicatezza e, perché no,  qualche dote da contorsionista viste le posizioni che si è costretti ad assumere per evitare di rovinare ciò che rimane del mosaico. Bisogna muoversi il meno possibile e, se non se ne può fare a meno, occorre farlo con molta accortezza. Gli strumenti del lavoro sono pennelli e specilli, da usare con estrema cura per eliminare lo sporco che rimane del mosaico. Non è mica così facile come si può pensare, provate voi a stare fermi per l’intera giornata?

Lavorare a così stretto contatto con le tessere fa apprezzare ancora di più l’opera degli artisti africani (lasciatemelo dire, una delle cose che preferisco è il poterlo accarezzare ogni giorno): le figure, i colori.. Wow!! È questo che mi ritrovo a pensare ogni volta che viene bagnato per farlo ammirare a qualche nuovo visitatore. Le emozioni che provo sono sempre le stesse: stupore, meraviglia, gratitudine e non penso che cambieranno mai.

Quindi affrettatevi!! Veniteci a trovare e anche voi potrete “toccare con mano” la storia, la bellezza, in una parola: Vignale.

P.s. Voglio qui ringraziare tutti, in particolar modo il professore Enrico Zanini e la dottoressa Elisabetta Giorgi,  per avermi permesso di prendere parte a questo grande progetto.

Giulia Elena Lugli

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