Lo scavo di Vignale è la mia prima esperienza di scavo archeologico e lavorativa. In questo mese ho avuto l’opportunità di imparare e di poter sfruttare la mia propensione a risolvere piccoli problemi pratici tramite semplici idee.

Ho appreso che uno scavo archeologico non è costituito soltanto dalla ricerca, ma anche da una parte organizzativa e di risoluzione di piccoli problemi non indifferenti  per la buona riuscita della campagna. In queste settimane insieme ai miei compagni d’avventura ci siamo dilettati in varie mansioni, dal mettere il cantiere in sicurezza per permettere l’apertura ai visitatori, all’aiutare gli amici delle varie associazioni di Riotorto per l’organizzazione degli eventi di queste ultime settimane.

Durante una giornata di scavo, insieme al collega e amico Andrea Bellotti abbiamo trovato una soluzione ingegneristica per scattare delle foto zenitali del famoso mosaico: abbiamo costruito una piccola struttura in legno che, tirata da quattro cordini alloggiati alla struttura per illuminare il mosaico, riesce a sollevare una macchina fotografica. Per ottenere dei risultati soddisfacenti, abbiamo impegnato una buona parte della giornata a pensare come poter creare il supporto per la macchina fotografica.

Uno dei fili tesi per tenere la struttura realizzata per l'alloggio della macchina fotografica, visibile sullo sfondo
Uno dei fili tesi per tenere la struttura realizzata per l’alloggio della macchina fotografica, visibile sullo sfondo

Dopo vari tentativi e ricerche di materiali utili allo scopo rigorosamente riciclati, siamo riusciti a montare la macchina tramite una vite smontata da un altro supporto; il passo successivo è stato a costruire il telaio tagliando e misurando come dei veri falegnami e dopo non poche ore passate sotto il sole a inveire contro il legno duro e le viti, abbiamo iniziato ad assemblare i pezzi ritoccando ogni minimo difetto. Alla fine eravamo fieri del nostro lavoro e non vedevamo l’ora di collaudare la nostra opera.

In un primo momento c’era un po’ di tensione per la qualità delle foto, dato che nessuno prima aveva mai tentato di costruire una cosa simile, ma questa svanì perché alla visione del risultato, il nostro progetto si dimostrò all’altezza. Ma l’entusiasmo per la riuscita dell’impresa fu messo subito da parte poiché il professore ci richiese un ulteriore modifica, dato che il progetto originale era basato su una macchina fotografica più piccola: in questo caso, avendo acquisito ormai la tecnica, esaudire la richiesta fu un gioco da ragazzi.

Questo è uno dei classici esempi di successo di problemi che quotidianamente tentiamo di risolvere sullo scavo tramite le nostre abilità.

Leonardo Mancuso

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