Uno scavo, una ricerca, un progetto archeologico producono essenzialmente storie. Le grandi narrazioni (il mondo romano, quello tardoantico, l’alto medioevo ecc.) e le piccole narrazioni di episodi e momenti di vita quotidiana degli uomini, delle donne e dei bambini del passato che senza l’archeologia non arriverebbero mai alla conoscenza di noi uomini, donne e bambini del presente.

Ma perché una storia, grande o piccola che sia, sia una storia è necessario che ci sia chi la racconta (e questo lo fanno gli archeologi) e chi la ascolta, e questo lo fa il pubblico cui gli archeologi si rivolgono.

Ma non basta. Una storia diviene davvero importante quando raccontare e/o ascoltare quella storia cambia in meglio un pezzetto della vita quotidiana, tanto dei narratori quanto degli ascoltatori.

Insomma, è necessario che quella storia divenga un bene comune, un valore condiviso.

Per questo, “condivisione” è una delle parole-chiave del nostro progetto cui teniamo particolarmente.

Perché la condivisione è un valore in sé all’interno di una comunità; perché è una base solida per progettare un futuro del nostro Paese e perché è anche uno strumento per immaginare una sostenibilità del nostro straordinario patrimonio culturale.

In Uomini e Cose a Vignale, condivisione vuol dire lavorare tutti i giorni fianco a fianco delle istituzioni pubbliche, delle scuole e delle associazioni culturali del nostro territorio di riferimento, per progettare insieme un percorso formativo per tutte le generazioni.

Ma vuole anche dire costruire un progetto di microeconomia sostenibile dei beni culturali di un territorio, immaginando una nuova generazione di archeologi che diventano “interfacce”, punti di contatto e di scambio, tra una società contemporanea e il suo passato.

E vuol dire anche partecipare con questo progetto a un concorso molto competitivo (www.che-fare.com) per idee nuove sull’economia della cultura ed essere ammessi alla selezione finale.

La condivisione ha smesso di essere solo una bellissima scelta politico-culturale, per diventare anche una scelta economica vincente per provare a uscire dalla crisi.

 

Enrico

 

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